Iacono Riserva di Villa Crespia: la seconda verticale del PWF

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La seconda delle tre verticali previste nel corso del Paestum Wine Festival 2016 si terrà sabato 25 giugno. Essa sarà interamente dedicata al Francesco Iacono Riserva docg di Villa Crespia, che per l’occasione ha deciso di concedere il nome di un proprio prodotto al vitienologo responsabile di Arcipelago Muratori. In particolare, durante l’evento saranno degustate cinque diverse annate di questo vino: 2002, 2004, 2005, 2006, 2007.

Tutte le annate sono rigorosamente Riserva Francesco Iacono. Inoltre sarà presentato il Riserva Francesco Iacono 2008, un’anteprima dedicata al Paestum Wine Festival 2016.

Francesco Iacono Riserva

Prodotto per la prima volta nel millesimo 2002, il Franciacorta Iacono Riserva è vinificato prevalentemente con uve di pinot nero in bianco. Col tempo, esso ha saputo farsi apprezzare sempre più da critici ed esperti.

La sua produzione inizia con una pressatura soffice, utilizzando solo la prima spremitura (circa il 35%). Il Francesco Iacono Riserva è fatto poi invecchiare in acciaio, su lieviti selezionati dall’azienda in barrique o botte grande (per il 10-15%). Al termine del procedimento, questo Franciacorta è fatto affinare per almeno ottanta mesi dalla vendemmia.

Al gusto, come da scelta della stessa azienda, questo Franciacorta si presenta come un dosaggio zero. In altre parole, esso contiene meno di 3 g/l di zucchero.  In particolare, questo Franciacorta presenta spiccate note di agrumi, speziato, lieviti e tostato. Se ne apprezza, inoltre, la struttura e la finezza del perlage.

In particolare, questo Franciacorta ha ricevuto diversi premi e valutazioni positive:

  • 91+ punti di Robert Parker Wine Advocate
  • cinque Grappoli Guida Bibenda FIS 2014 e 2015
  • tre bicchieri Guida Gambero Rosso 2013
  • miglior Spumante Emergente agli Oscar del Vino AIS Bibenda 2010
  • tre stelle Guida i Vini di Veronelli 2015

Tenuta Villa Crespia

La tenuta Villa Crespia sorge su terre appositamente scelte. Su esse sono coltivati ventitré vigneti, dislocati in sei differenti paesaggi, scelti in seguito a uno studio condotto negli anni Novanta dall’Università di Milano in collaborazione con l’Istituto Agrario di San Michele all’Adige. Esso aveva lo scopo di individuare la vocazione dei terreni, per piantare i vigneti così da rappresentare la variabilità pedoclimatica della Franciacorta: «Ogni vigneto lo abbiamo piantato rispettando la vocazionalità del pedopaesaggio, scegliendo vitigni e cloni in modo da poter fare emergere le differenze: volevamo che le uve portassero in cantina variabilità e personalità». Grazie a questo sforzo, ogni vino rappresenta la particolarità di un paesaggio viticolo. Come spiegato dalla stessa azienda, poi, la vinificazione dei vini avviene cercando di manipolare il meno possibile il vino, lavorando persino per caduta.

I posti per questa verticale sono esauriti.